L'islandese è parlato dalla stragrande maggioranza delle persone che vivono oggi sull'isola (circa 300.000 abitanti). Tale idioma è raramente parlato al di fuori dell'isola, nonostante il fatto che 15000-16000 (circa il 20% della popolazione) sono gli islandesi che si sono trasferiti in Canada e negli Stati Uniti dalla metà del 1800 fino alla seconda guerra mondiale. In America del Nord abita la maggior parte degli emigranti a cui si è appena fatto cenno, ma sono molto pochi quelli tra loro che parlano islandese oggi.
L'Islanda ha cominciato a sviluppare una sua propria lingua poco dopo la colonizzazione, nel periodo che va dalla fine dell'800 e l'inizio del 900. La maggior parte dei coloni è arrivata dalla Norvegia, soprattutto dalla zona occidentale di quella nazione, e da alcune Isole Britanniche. Probabilmente vi è stata una certa alternanza di coloni che parlavano una lingua volgare, in particolare nei primi secoli d'insediamento. Le differenze regionali nell'islandese moderno si riducono, in sostanza a divergenze nella pronuncia più o meno accentuate. Tuttavia, sono così pochi gli islandesi che si possono comunque capire (conoscendone la lingua), qualunque sia la loro provenienza. Un esempio di variazione regionale è che i parlanti provenienti dal nord est dell'Islanda producono una forte aspirazione dopo una vocale lunga (ad esempio, nelle parole come api 'scimmia', bátur 'barca' e bak 'retro'), mentre in altre parti del paese questo fenomeno è assente. La quasi completa assenza di dialetti in Islanda può essere spiegata da diversi fattori, tra i quali la grande tradizione letteraria.
È interessante notare che nel corso dei secoli non vi sono stati cambiamenti nella grammatica islandese. La differenza tra la fase scritta dell'islandese antico e l'islandese moderno è così insignificante che gli islandesi oggi sono in grado di leggere testi in antico islandese (ad esempio le storie) senza difficoltà. Il motivo principale risiede nella sostanziale immutabilità del sistema flessivo (ossia delle cosiddette "declinazioni"), a differenza di ciò che è avvenute in danese, svedese e norvegese, dove è avvenuta una forte semplificazione. La sintassi dell'islandese antico differisce parecchio da quella moderna: ne è un esempio la maggiore rigidità nella formazione delle parole che si riscontra oggi, a differenza di quanto avveniva in passato. anche la pronuncia è notevolmente cambiata, ma la maggior parte delle modifiche si era già radicata nel 1600: per esempio, le parole odierne hestur 'cavallo' e fegurð 'bellezza' in islandese antico erano hestra e fegrð.
La prima grammatica, scritta attorno al 1150, fornisce informazioni preziose a proposito del sistema fonologico l'antico islandese. L'autore è sconosciuto, ma egli è stato chiamato "il primo grammatico." Egli ha descritto il sistema fonologico in un modo molto sofisticato, e ha proposto un nuovo metodo di normalizzazione dell'ortografia. Uno dei suoi obiettivi è stato quello di utilizzare il minor numero possibile di lettere, ma l'alfabeto latino non è parso opportuno per il sistema fonologico islandese, soprattutto per il sistema vocalico, perché troppo complicato. Le vocali in latino sono solamente cinque, mentre l'antico islandese aveva nove vocali (brevi e lunghe). Inizialmente l'accento acuto venne utilizzato per marcare le vocali lunghe, ma oggi questo segno indica tratti fonetici diversi. Ad esempio, tale diacritico posto sulle lettere A e O, ossia á e ó, segnala due dittonghi, rispettivamente [au] e [ou], mentre le lettere a e o rappresentano dei monottonghi [a] e [o].
L'alfabeto latino è stato modificato e adatto per poter scrivere le consonanti islandesi, in particolare ci si è serviti di due simboli assenti in altre lingue: þ, pronunciata [?] e ð, pronunciata [ð].
Molti lemmi islandesi sono prestiti assimilati e provenienti dalle lingue dei primi abitanti dell'isola. Tra i lemmi più interessanti possiamo notare, ad esempio, torg 'piazza' dall'Antico Russo e fíll 'elefante' dal Persiano. Quando gli islandesi si convertirono al cristianesimo attorno all'anno 1000 il loro vocabolario si arricchì di molti prestiti, tra i quali prestur 'sacerdote' e kirkja 'chiesa' dall'Antico Inglese, e altari 'altare' e djöful 'diavolo' dall'Antico Sassone. Nel 1200 vennero introdotti in Islanda i romanzi cavallereschi e gli abitanti dell'isola presto iniziarono a comporre i propri racconti. Quei romanzi importarono diverse parole nuove, tra le quali kurteisi 'civiltà, cortesia' dall'Antico Francese, knapi 'fantino' e riddar 'cavaliere' dal Medio-Basso Tedesco e lávarður 'signore' dall'Antico Inglese.
La Danimarca ha occupato e governato l'isola dal 1400 al 1944, anno in cui ha dichiarato la sua indipendenza. Durante questo periodo l'islandese è stato in gran parte influenzato dal danese perché gli islandesi hanno avuto scarsi contatti con paesi diversi dalla Danimarca fino al 1800. I funzionari, i commercianti e, in genere, il mondo degli affari ha utilizzato in gran parte la lingua danese, al punto che fino al 1800 questo idioma veniva ancora parlato dagli strati sociali più alti della popolazione. Durante la dipendenza dalla Danimarca, alcuni pensavano che la lingua islandese si sarebbe presto estinta. Questa previsione, fortunatamente, non s'è avverata, anche grazie al fatto che già dal 1600 gli islandesi avevano iniziato a eliminare in modo sistematico i prestiti stranieri. La reazione contro l'influenza straniera sulla lingua islandese si è fatta più forte e viva durante la lotta per l'indipendenza tra il 1800 e l'inizio del 1900. Fin dai primi anni del 1900, molti nuovi lemmi in diversi ambiti sono stati coniati a opera di comitati per la difesa e promozione della lingua islandese, così come da parte di ricercatori e del popolo stesso.
Terminiamo parlando di un movimento particolare, denominato dal suo stesso ideatore, Háfrónska. Il sito del progetto in questione è consultabile cliccando qui. Il testo che segue è stato tratto parzialmente da Wikipedia.
Háfrónska è un neologismo coniato sull'esempio di un'altra lingua artificiale, l'alto norvegese, una forma purista del nynorsk. Il termine "Háfrónska" deriva dal norreno frón, un nome poetico dell'Islanda nell'Edda in prosa. L'alto islandese è una variante artificiale dell'islandese moderno creata dal belga Jozef Braekmans, finalizzata a escludere le parole di origine straniera sostituendole con equivalenti islandesi e neologismi coniati dall'autore. Questa lingua non è riconosciuta ufficialmente in Islanda. Si distingue dall'islandese moderno solo a livello lessicale non apportando alcuna differenza nella ortografia, nella fonologia e nella sintassi grammaticale. Il suo scopo è quello di creare una forma "ultrapurista" dell'islandese moderno che si avvicini all'antico norreno occidentale, il dialetto dell'antico norreno utilizzato in Islanda e Norvegia fino al XIII secolo.
